UN TAXI A ROMA LA NOTTE DI CAPODANNO: 15 EURO A TESTA PER 1,5 KM

il Messaggero

ROMA (1° gennaio) – Riccioli azzurri, tacchi a spillo, gesticola, urla e stringe i pugni mentre parla. Qualcosa non va alle 3.30 nella notte di Capodanno in via del Commercio n° 36, a Roma, davanti alla discoteca Alpheus. Si sistema la parrucca che ha portato da Genova per brindare con ironia al 2010. Vicino a lei un’amica che le chiede di stare calma. Ma Lei, Caterina, non ci sta.

Ferma una pattuglia dei vigili urbani. Dieci minuti di parole animate da una strana voglia di giustizia a cui molti romani sembrano aver rinunciato. «Ma si sa, a Roma è così specialmente se capiscono dall’accento che non sei di qui», dice Marco De Matteis, 21 anni, in fila per entrare in discoteca che ha assistito alla scena: due ragazze che fermano un taxi, una contrattazione di qualche minuto e poi l’auto che se ne va a tutta velocità. Sulla strada, immobili, allibite, e deluse, restano Caterina e Ilaria. Per loro non resta che appellarsi alla giustizia urbana di due vigili. «Ci hanno chiesto 15 euro a testa per portarci alla Basilica di San Paolo – spiega Caterina alla pattuglia – ci sembrava troppo, abbiamo rifiutato».

E allora è iniziata la contrattazione al mercatino del tassametro illegale. «Posso farvi lo sconto – ha detto il tassista alle ragazze – 12 euro a testa, di meno proprio non posso». Le ragazze protestano, passa qualche minuto, il prezzo scende a 10 euro. «Ma abbiamo comunque detto di no – racconta la ragazza – non è possibile dover contrattare per una corsa in taxi, devono esserci dei prezzi fissi e poi la tariffa a persona non si è mai sentita». Alla polizia municipale Caterina chiede più controlli: «Dovete stare attenti, cercare di monitorare le strade, soprattutto in notti come queste». «Non possiamo monitorare ogni situazione in ogni momento» è stata la risposta.

Caterina non ricorda cosa ci fosse scritto sul taxi, quale numero di telefono fosse stampato sulla vettura. «Era un taxi come tanti altri, bianco, con la scritta illuminata sul tettino, con i cartellini delle autorizzazioni che si vedevano attraverso il vetro, non credo – dice Caterina – fosse una vettura abusiva». E soprattutto non sa che la basilica di San Paolo dista circa 1.5 km dalla discoteca e che i trenta euro richiesti sono un’enormità. Anche perché non c’è traffico e viale Ostiense alle 3.30 di notte è libera, come la voglia di truffare due giovani ragazze.

«Andate in fondo alla strada e girate a destra, poi…». I vigili danno le informazioni stradali alle ragazze per raggiungere a piedi il luogo. Caterina e Ilaria ringraziano. Non vogliono chiamare un altro taxi . «La lezione l’abbiamo imparata». Camminano nervosamente su via del Commercio. Sono un po’ preoccupate perché in giro c’è poca gente e non si sentono sicure a camminare alle 3.30 di notte su un vialone quasi deserto. Pestano con rabbia la strada, saltellano a fatica sui tacchi cercando di evitare le pozzanghere. E giurano che Roma non ci verranno «mai più».

 Laura Bogliolo