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UBER: PRONTA A CAMBIARE MA NON TEME I GIUDICI

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Europa, il modello americano qui non sta funzionando (ANSA) – ROMA, 16 APR – «È un paradosso: un Paese con un flusso turistico importante che annega nel traffico e che ha scelto di non risolvere il problema per difendere gli interessi di pochi colpendo la qualità della vita di tutti». Lo afferma a Repubblica, Carles Lloret, spagnolo di 34 anni a capo di Uber per il Sud Europa, Italia compresa. Su Barcellona spiega: «Ma lì è previsto un aumento delle licenze. E noi lanceremo nei prossimi mesi il nostro servizio. L’Italia rischia di rimanere indietro». Sul fatto che la sua compagnia è stata spesso accusata di infischiarsene delle regole, Lloret replica: «Nell’ultimo anno Uber, soprattutto in Europa, è cambiata molto. Gli stop del passato alle nostre attività sono dovuti ad un nostro sbaglio: il voler applicare lo schema degli Stati Uniti. Abbiamo commesso degli errori, ma ora in Spagna come in Italia stiamo lavorando per svolgere le nostre attività con autisti dotati di licenza. Ed è lo stesso in Francia. Eppure succede ancora che ci siano delle corti di giustizia e non il governo, che prendono decisioni in merito. Il decreto Milleproroghe stabilisce chiaramente che non è necessario rientrare in garage. Non mi sembra che sia Uber quella che merita l’accusa di essere poco ortodossa». «Cercheremo una nuova strada per tornare sul mercato – dice Lloret sulla possibilità di un nuovo stop dopo il 5 magggio. Il settore della mobilità deve evolvere. Sono gli stessi cittadini che lo chiedono. Non si tratta solo di Uber. Si tratta di abbracciare nuovi modelli, aumentare la competitività, ridurre traffico, inquinamento e costi. In Portogallo il governo non si è fatto ricattare. Stesso discorso in Spagna. L’Italia deve decidere se vuole rimanere nel passato o meno».(ANSA). Y43-FG 16-APR-17 10:55 NNNN