Tunisia: Mano pesante Ministero Trasporti su servizio taxi

 

(di Diego Minuti) (ANSAmed) – TUNISI, 15 FEB – I taxi in Tunisia non sono soltanto un indispensabile servizio di pubblica utilita’. Sono una tradizione, che sai di potere avere a disposizione a tutte le ore del giorno e della notte, anche se il dopo-Rivoluzione, con l’ondata di insicurezza, qualche complicazione l’ha creata a queste instancabili ”formiche gialle” che, per una manciata di dinari, ti portano ovunque. Certo non tutti sono ”al aservizio del cittadino”, soprattutto quando questo cittadino e’ uno straniero al quale, se non e’ furbo abbastanza, la corsa costera’ piu’ che ai tunisini. Ma fa parte del gioco e i taxisti tunisini restano una categoria importante, anzi una potentissima lobby, quando si tratta di difendere i propri interessi. Ma l’ultima mossa del governo, che ha cancellato, in un sol colpo, 2243 licenze, tra taxi, ‘louages’ (come vengono chiamate le vetture che offrono un servizio collettivo, nel senso che ci puoi salire e pagare una tariffa convenzionale) e macchine che collegano le grandi citta’ alle zone rurali.
La decisione dle Ministero dei Trasporti, seppure di ampiezza inattesa, non e’ giunta a sorpresa perche’ da tempo si parla di un piano per la riorganizzazione del servizio, che oggi registra parecchie criticita’ e che non sempre offre un servizio adeuguato, nel caso di Tunisi, ad una citta’ che ambisce a diventare metropoli, dopo essere capitale. Per il Ministero la revoca delle licenze prelude ad una riattribuzione con criteri di distribuzione diversi, ma non ancora precisati, ma che saranno la conseguenza di uno studio che scattera’ nei prossimi giorni e dovra’ essere concluso entro la fine di giugno – con la celebrazione di una giornata nazionale sul trasporto pubblico -, per consentire agli uffici di procedere alla redazione delle graduatorie degli aventi diritto. Tali piani saranno anche a carattere regionale, perche’ le condizioni del servizio, come naturale, variano a seconda delle zone geografiche e questo elemento deve essere considerato nel progetto nazionale. E’ probabile che nel nuovo quadro normativo del comparto abbiano piu’ spazio temi come la sicurezza e la utela dell’ambiente, oggi visti quasi come piccoli fastidi in un settore dove l’importante e’ che le macchine comminino e basta.

La media di eta’ dei mezzi pubblici, peraltro, e’ molto elevata e il loro stato generale di manutenzione precario. Ma un nuovo taxi costa molto e questo frena quel rinnovo del parco macchine necessario, ma per il quale forse un aiuto pubblico non guasterebbe. (ANSAmed).