TAXI: UBER, OBIETTIVO LANCIO TARIFFA MENO CARA A MILANO

(ANSA) – TRIESTE, 13 GIU – Tariffe a Milano come Londra. È questo l’obiettivo di Uber che vorrebbe lanciare a Milano il suo servizio ‘Uber Taxì, già attivo nella capitale britannica, con tariffe meno care di quelle attualmente praticate dall’app. La notizia è arrivata dal palco di ‘State of the Net’, la conferenza internazionale sullo stato di internet in corso a Trieste, dal quale il Country Manager per l’Italia di Uber, Benedetta Arese Lucini, ha tracciato il quadro dell’iniziativa che sta scatenando le reazioni dei tassisti in tutte le capitali d’Europa, preoccupati della ‘concorrenza slealè via smartphone. «Il premier Matteo Renzi ha riconosciuto chiaramente i benefici che Uber porta», ha detto Arese Lucini facendo riferimento alle parole del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che aveva definito illegale Uber. «Molti osservatori hanno notato che l’innovazione di Uber porterà benefici all’economia italiana», ha continuato il Country Manager della compagnia americana, convinta che bisogna «educare le istituzioni su benefici, non solo di Uber, ma della sharing economy». In tal senso, Benedetta Arese Lucini ha annunciato di essere in attesa di un incontro chiarificatore con Lupi. «Ho chiesto un incontro al ministro – ha detto – e spero di incontrarlo presto; stiamo aspettando un tavolo di confronto». Proprio nei giorni scorsi la protesta era dilagata in ogni angolo d’Europa. La «feroce indignazione» partita dai ‘black cab’ londinesi ha varcato confini e si è estesa in gran parte dell’Europa continentale, da Parigi a Milano fino a Berlino e Madrid. La protesta dei tassisti europei riguarda in generale quella che definiscono concorrenza sleale, ma la rabbia è diretta soprattutto contro Uber, società creatrice di un’application per smartphone che permette agli utenti di cercare auto a noleggio con autista disponibili con un semplice passaggio sull’app. Dalla protesta, però, si è anche passati in alcuni casi alle vie di fatto. Per questo Arese Lucini ha detto di dover ancora viaggiare con guardie del corpo, dopo le minacce ricevute. «Lo staff di Uber in Italia è di appena sei persone – ha concluso la manager – che lavorano per l’Italia, non per Uber, che ha centinaia di città. La parte triste è la violenza e le minacce, così come è triste dover parlare così dell’Italia». (ANSA). FPI 13-GIU-14 19:14 NNN 

FINE DISPACCIO

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