TAXI ITALIA IN USA. LEGGETE ATTENTAMENTE + articolo originale

TAXI ITALIA IN USA. LEGGETE ATTENTAMENTE Un noto esponente del Parlamento Americano, più volte candidato alle elezioni presidenziali, critica duramente le azioni del governo contro i Tassisti Italiani accusandolo di manipolare stampa ed opinione pubblica e di voler a tutti i costi aprire il settore dei trasporti pubblici agli interessi privati dei grandi gruppi imprenditoriali. NEL NOSTRO INTERESSE LEGGERE E DIFFONDERE !!!!!! 21 Maggio – Leesburg State of Virginia I Tassisti Italiani sono in lotta per contrastare duramente il programma di deregolamentazione del loro settore fortemente voluto dall’attuale governo di centro-sinistra che li ha resi bersaglio di una campagna denigratoria a livello mediatico in favore di un “libero mercato” che determinerebbe a detta loro nuove vantaggiose tariffe. Sostenendo che i Taxi italiani costano più che in altre città europee, e promettendo di rendere “flessibile” il settore aumentando i posti di lavoro distribuendo licenze a nuovi drivers, la suddetta deregolamentazione apre di fatto le porte ad un evidente scadimento del servizio, tariffe più elevate e soprattutto al vero obiettivo di tuttociò, ossia di poter finalmente esercitare come in altri settori un autentico monopolio privato. Un articolo che denuncia queste reali intenzioni del governo italiano in appoggio ai poteri forti dell’economia, scritto da Claudio Giudici del Movimento LaRouche italiano e pubblicato sul sito web Movisol, ha iniziato a circolare tra le associazioni dei tassisti di Roma Milano e Firenze ed è stato preso come modello per contrastare questa campagna diffamatoria nei loro confronti e ingannatoria nei confronti del “cittadino consumatore”. A questo scopo l’articolo esamina con attenzione lo studio di un istituto bancario Italiano molto “vicino” alle alte cariche del Governo (Bankitalia) sapientemente manipolato a livello mediatico dalla stampa per ottenere un sicuro impatto sull’opinione pubblica, che svela come in realtà non è affatto vero che un Taxi a Roma o Milano costi più che nelle altre città Europee dove una simile deregolamentazione è stata già messa in atto. La chiave di lettura che al contrario viene enfatizzata da tale studio è come non ci sia stato nelle grandi città Italiane uno sviluppo del trasporto pubblico urbano ma sia stato al contrario incentivato quello privato (e si ritorna alla collusione tra politici ed industriali Italiani). Questo progetto di liberalizzazione selvaggia ricorda quella messa in atto negli anni 80 e 90 in paesi come la Gran Bretagna e gli stessi USA dove l’allora decantata “magia del libero mercato” ha portato alla devastazione del sistema ferroviario Statunitense, alla bancarotta di numerose compagnie aeree oppure al vergognoso decadimento delle ferrovie Britanniche responsabili tra l’altro di numerose vittime. Il fondamento di tali “riforme” è stato quello che il privato è più efficiente del pubblico, ma la realtà dei fatti ha pesantemente dimostrato che in assenza di una precisa regolamentazione in un settore come quello dei trasporti gli interessi speculativi prendono il sopravvento su quelli degli utenti lasciando poi compagnie e servizi nel baratro della bancarotta. Questa campagna di liberalizzazione selvaggia del trasporto in Italia è purtroppo un chiaro esempio su come cavalcando gli umori dell’opinione pubblica e manipolando ad arte l’informazione si proceda con l’agenda della globalizzazione: promettendo un risparmio di pochi Euro (forse) ad una fetta di utenza come quella dei Taxi che in italia gli stessi studi governativi stimano intorno al 1% dell’utenza del trasporto pubblico locale si mette a nudo il vero obiettivo che è quello, tramite una serie di riforme fatte passare agli occhi della gente come “indispensabili”, di aprire quei settori dell’economia ancora regolamentati ai grandi poteri economici. Il Movimento di Solidarietà ritiene che solo attraverso un massiccio investimento dello Stato nelle proprie infrastrutture si possa ottenere efficienza dai pubblici servizi stimolando nel contempo la produttività della libera imprenditoria. Lyndon LaRouche Political Action Committee

Italian Taxi Drivers Hail LaRouche Movement Expose of Taxi Rereg
May 21 (EIRNS)–Taxi drivers in Italy are mobilizing to turn back the deregulation program advanced by the current center-left coalition government which has made them the target of a vilification campaign in the name of allowing the “free market” to determine transportation costs. By claiming that taxis cost more in Italy than in other European countries, and promising to make the sector more “flexible” by issuing licenses for many new drivers, the proposed deregulation would open the door for lower wages, higher prices, and the manipulation of the market by a private monopoly.

An article denouncing the fraudulent argument behind the deregulation campaign, written by Claudio Giudici of the Movimento Solidarieta’ (the LaRouche movement in Italy), and posted on the MoviSol website, has been circulating among associations of taxi drivers in Rome, Milan and Florence, and may become the basis for a larger campaign against the deregulation of public services implemented in the name of “consumer capitalism.” In fact, a Bank of Italy study used to promote the government’s campaign, actually shows that taxis do not cost more in Italy than elsewhere in Europe, and that the highest costs are in countries which have already deregulated. Furthermore, the key data which emerges is the underdevelopment of subway systems in large Italian cities.

The larger issue is the attempt to replicate the type of deregulation and privatization programs implemented in countries such as the U.S. and Britain during the 1980s and 1990s, where the “magic of the marketplace” led to the decimation of the U.S. rail system, the bankruptcy of multiple major airlines, and the infamous private rail system in Britain which claimed numerous lives. The premise behind such “reforms” has always been that private is more efficient than public, but the reality has been that in the absence of state regulation, speculative interests have lost no time in extracting every ounce of profit they could from the transportation sector, before leaving formerly effective companies to collapse.

The Italian deregulation campaign is an excellent example of the manipulation of public perceptions in order to advance the agenda of globalization: by promising savings of a few Euros to the less than 1% of the population which uses taxis, the intention is to initiate a series of reforms aimed at opening regulated sectors of the economy up to private financial interests. The Movimento Solidarieta’s rebuttal makes it clear that only an FDR-style program of massive state investment in infrastructure can truly increase the efficiency of public services, in turn increasing the productivity of the private economy.