TAXI, CORRIERE DELLA SERA: IO, PESTATO DA UN TASSISTA IN VIA GIOLITTI

 OMR0009 3 CRO TXT Omniroma-TAXI, CORRIERE DELLA SERA: IO, PESTATO DA UN TASSISTA IN VIA GIOLITTI (OMNIROMA) Roma, 10 MAG – «La denuncia è particolareggiata e riporta anche il numero di licenza comunale. Le prime due cifre sono 5>> e 0>>. L’identikit del tassista-pugile è: Alto circa 1 metro e 85, capelli castani molto corti, occhi marroni, snello>>. Al momento del pestaggio indossava un cappello con visiera di colore bianco crema, maglietta bianca e jeans chiari>>. Il suo pugno ha la potenza di un peso massimo: ne sono bastati due per far stramazzare in un lago di sangue il cliente, poi portato in ambulanza al Policlinico Umberto I e medicato per la frattura delle ossa nasali, ecchimosi sul viso, ampie tumefazioni attorno agli occhi e un taglio sulla fronte cucito con 18 punti di sutura». Lo scrive Fabrizio Peronaci sul Corriere della Sera. «Via Giolitti, il Bronx delle auto bianche: un’enclave al di fuori di ogni legge, nel pieno centro di Roma – prosegue l’articolo – Un parcheggio malfamato da sempre, che gli utenti dei taxi conoscono bene per la presenza dei cosiddetti battitori liberi>>, vale a dire di conducenti che si piazzano fuori dalla fila e caricano solo clienti di un certo target>>: turisti, possibilmente stranieri, meglio giapponesi, da spennare>> a dovere. Sarebbe stato uno di questi autisti – titolare di (regolare?) concessione di servizio pubblico rilasciata dal Campidoglio – il massacratore di sabato scorso. La scena è molto pulp. Sono le sei di pomeriggio: il viavai all’uscita della galleria gommata della stazione è ininterrotto. Decine di testimoni assistono alla scena: nessuno si azzarda a mettersi in mezzo. La parola alla vittima. Ero andato a Termini perché volevo comprarmi un paio di jeans al negozio della Lewìs – racconta V.C., 33 anni, abitante al Portuense, disoccupato – che però era chiuso. Quando sono risalito, ho pensato di prendere un taxi per andare da Coin, a piazzale Appio. Al primo della fila, uno alto, snello, con il berrettino, ho chiesto: che sei libero?>>. E lui come ha reagito? Lui mi ha risposto: no, sto fuori turno, guarda che i taxi li trovi in piazza dei Cinquecento>>. E tu? Io ho replicato: non è vero, lo so che stai lavorando, si vede anche dalla fustella (il numero adesivo sul lunotto del taxi, ndr) che sei di turno…>>». «Lo scambio di battute, a quel punto, è salito di tono. Ho rinunciato e mi sono avviato verso piazza dei Cinquecento – prosegue V.C. – dopo avergli detto qualcosa, tipo »deficiente«. Lui mi ha seguito e me lo sono ritrovato davanti. Mi ha dato un cazzotto fortissimo in faccia riducendomi così, con l’occhio spappolato>>. E tu? Il pugno mi ha fatto cadere in terra, lui mi ha bloccato con le braccia attorno al collo…>>. Intanto passanti e altri tassisti assistevano senza fiatare. Mi dimenavo, sono riuscito a rialzarmi per colpirlo, ma lui mi ha dato un secondo pugno facendomi ricrollare sull’asfalto. Ho sbattuto contro un motorino, così mi si è aperta la fronte…>>. Un incontro a metà tra pugilato e wrestling. Pieno giorno, nessuna divisa nei paraggi… Ero per terra, distrutto, e lui è scappato, salendo di corsa sul suo taxi, una Mercedes station wagon. Solo dopo che è arrivata l’ambulanza mi hanno detto che qualcuno aveva preso il numero di targa. La cosa allucinante – conclude V.C. – è che nessuno è intervenuto. Mi aspetto che il Comune, il sindaco o un suo delegato, mi porga le scuse per l’accaduto: i tassisti svolgono un servizio pubblico, è pazzesco rischiare la vita perché certi personaggi vengono lasciati indisturbati». red 101050 MAG 11 


FINE DISPACCIO