TAXI, BERRUTI (PDL): «OPPOSIZIONE DIFFONDA DATI REALI»




OMR0000 4 CRO,POL TXT Omniroma-TAXI, BERRUTI (PDL): «OPPOSIZIONE DIFFONDA DATI REALI» (OMNIROMA) Roma, 14 giu – «L’opposizione per poter dare un contributo positivo alla realtà e agli utenti del trasporto pubblico non di linea taxi, quando cita questa problematica dovrebbe diffondere dei dati che siano reali, e non sull’onda ideologica che per forza di cose vogliono vedere il male e la disorganizzazione tutta da una parte. Intanto, va detto che l’unico punto d’Europa dove hanno liberalizzato le licenze taxi è l’Olanda, e infatti la tariffa dei taxi di Amsterdam è notevolmente più alta di quelli di Roma. La Capitale, attualmente, ha lo scatto di partenza di 2,80 euro mentre Amsterdam di 7,50 euro». Lo dichiara in una nota Maurizio Berruti, membro della commissione Mobilità del Comune di Roma. «A Roma, il costo al chilometro è di 0,92 euro mentre ad Amsterdam è 2,20; il costo orario nella Capitale è di 23,70 euro mentre sempre ad Amsterdam è di 33 euro. Quindi, come si può vedere, le liberalizzazioni non sempre, anzi quasi mai, danno dei risultati a favore dell’utenza – continua Berruti – Pensiamo a quello che è successo con carburanti, assicurazioni ed altro. Va inoltre evidenziato che a Roma abbiamo un taxi ogni 366 abitanti; a New York uno ogni 628; e a Parigi uno ogni 720. Infatti, nella nostra città abbiamo oltre 7500 taxi per circa 2,8 milioni di abitanti; a New York 13 mila taxi a fronte di 8,2 milioni di abitanti e a Parigi 15mila 500 taxi per 11,2 milioni di abitanti. Fornire delle analisi giuste probabilmente non può essere patrimonio di chi semplicemente per far passare un concerto sbagliato, piega la realtà a beneficio della propria tesi. Questo un amministratore pubblico non può e non deve assolutamente farlo. Comprendo che un adeguamento tariffario dei taxi possa ingenerare delle proteste che tendono magari a coprire ben altre problematiche, ma in questo caso si tratta di un prezzo amministrato, normato dalla legge, che è scaduto il 31 dicembre 2009. A fronte di questa situazione, ed avendo ereditato dalle passate giunte una condizione dove non ci vengono forniti gli strumenti appropriati per riportare questa problematica nell’ambito compiuto delle regole, ci vediamo responsabilmente costretti a dover ottemperare a una legge e, nello stesso tempo, a cercare di dotarci di strumenti amministrativi indispensabili per ripristinare il giusto equilibrio. Chiaramente quando si traghetta una situazione dalla completa illegalità all’illegalità, ci possono essere delle zone grigie che noi cercheremo in tutti i modi di ridurre, con l’unico fine di riportare nei binari della legalità la problematica, nell’interesse dell’utenza e degli operatori onesti». red 141509 giu 10

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