NE’ EUROPA,NE’ CONCORRENZA : SI CHIAMA RACKET

Bisogna cominciare ad essere piu’ espliciti : se’ e per perifrasi che si vuole comunicare l’infelicita’ e la oppressione dell’autista ncc ,magari attraverso il vigliacco accostamento all’essere nazisti da annientare ( i taxisti) e loro quelli buoni ( gli ebrei ) ,be allora,viva Saviano e la sua gomorra : la denuncia di una societa’ soffocata dal racket e complice . Mascherarsi con un parrucchino e una giubba rossa per sostenere le proprie tesi "sorvolando" sul modus vivendi instaurato a Roma sostenendone altresi’ la legittimita’ dell’esistenza in vita attraverso la trasversalita’ della politica e delle situazioni ( da furbacchioni a benemeriti della societa’) non e’ + sopportabile.

Ad agosto 2006 e’ cominciato l’attakko a 5500 taxisti di Roma ,con la portaerei Confindustria al comando dei torinesi discepoli di Cavour ,la nuova Italia,fatta di frecce rosse e giubbe rosse. Via via hanno raccolto i fedelissimi che hanno la fortuna di scrivere essendo pagati dal Governo senza i cui fondi sarebbero periti in quel mercato dove vogliono spingere 5500 padri di famiglia.

L’entusiasmo attorno alla torta taxi ( una vera torta taxi nella sede Codacons 2006 ) ha raccolto gli ascari che tutelano il cittadino sempre con soldi del Governo.

Tutto questo popolo ha permesso al virus ncc di infiltrarsi ed espandersi,con il download Robilotta nella Regione Lazio : e i tassisti hanno cominciato a bloccarsi,come un pc impazzito,ai posteggi,in attesa di tutti quei clienti virtuali pavesati dai piemontesi dentro la casa degli italiani,il Parlamento.

Adesso,manca solo poco : e se la direttiva Bolkestein esclude il servizio taxi dalla liberalizzazione,il paladino del parcheggio dove mi pare a Roma,continua a sfornare dati inevitabilmente presi da un copia e incolla datato dalla storia di questi ultimi quattro anni.

Stiamo formattando le mele marce dentro la categoria che fortunamente non hanno contaggiato tutto il cesto : abbiamo resistito alla fame di questi ultimi quattro anni e al mobbing del fuoco incrociato dei torinesi e delle loro testate atomiche-giornalistiche.

Siamo qui’ : incazzati come non mai ,pronti a difendere il pane per le nostre famiglie,come sempre : siamo gente di strada ,e i delinquenti sappiamo riconoscerli a naso.

tratto dal blog taxi varese 55