NCC, BERRUTI (PDL) SU SENTENZA TAR

(OMNIROMA) Roma, 21 nov – «La sentenza del Tar che respinge la Determinazione Dirigenziale n° 1613 non tutela quei controlli e quelle regole che sono indispensabili sia per la pubblica amministrazione che per il mercato. Un mercato senza regole, infatti, non è mai a favore della gente comune né dei lavoratori onesti. Bene ha fatto l’assessore Marchi nel ripristinare le regole e nell’attuare i meccanismi di controllo in suo possesso. La pubblica amministrazione romana ha diligentemente fatto la sua parte; ora si attende che la Regione Lazio entri nel merito della questione per chiarire inequivocabilmente il giusto quantitativo di autorizzazioni che ogni singolo comune deve rilasciare per soddisfare l’effettiva domanda esistente sul proprio territorio. Non solo, ma la Regione deve regolamentare più chiaramente il concetto territoriale insito nel titolo autorizzativo. Le leggi italiane ancora non sono state abolite da un certo demagogico vento di liberismo e vanno indiscutibilmente applicate». Lo ha dichiarato Maurizio Berruti (Pdl), membro della commissione Mobilità del Comune di Roma. «La passata giunta di centrosinistra – continua – ha l’enorme responsabilità di aver lasciato allo stato brado un fenomeno come quello degli Ncc di fuori Roma, che impropriamente operano in modo permanente sul territorio della Capitale. Sarebbe stato invece più opportuno governarlo e disciplinarlo in modo giusto ed equilibrato. Veltroni, ossessionato dal fare il grande salto nazionale, aveva probabilmente interessi diversi da quelli di amministrare Roma. Le dichiarazioni dell’opposizione sono strumentali e hanno come esclusivo interesse quello di attaccare la giunta Alemanno, al fine di coprire le loro evidenti responsabilità di anni e anni di mancato governo del problema dei noleggiatori di fuori Roma. Alemanno e la sua giunta hanno il diritto-dovere di regolamentare l’offerta degli Ncc che debbono servire il territorio della capitale. Un ingerenza esterna, limitativa di questo evidente diritto-dovere, apre le porte ad una deregulation economica di cui potranno beneficiare solo i grandi gruppi d’interesse economico, e questo sulla pelle degli operatori e dei cittadini romani». red 211617 nov 08
FINE DISPACCIO