LO STAFF DI NOITASSISTI.COM STA CON GINO

IO STO’ CON GINO

 UNA BRUTTA STORIA

Si, proprio una brutta storia quella raccontata in categoria negli ultimi mesi.

Una brutta storia che ha visto da una parte un manipolo di Uomini che credono nella Libertà e nella Giustizia dall’altra la Cupola del Potente che ha difeso oltre ogni limite e pudore quello che era nostro e che ora è loro. 

Una brutta storia fatta di politica e affari, di spie e di infami, di esseri che hanno rinnegato l’amicizia pur di stare vicino al potente, di gente che si è prostrata per un cambio turno o per una licenza in affitto, di brogli….di mille  senza palle che per paura del voto palese sono rimasti a casa. 

Una brutta storia che ha visto sostituire chi dal popolo è stato eletto con chi dal popolo è stato ripudiato…di gente tenuta a catena e che camminerà per sempre a testa bassa.

Di 14 voti che avrebbero cambiato la storia di una categoria.

Si, proprio una brutta storia, da non raccontare a figli e nipoti….Tanto non ti crederebbero.

Gino, Noi Stiamo con Te

 LEGGI VOLANTINO

COOPTAZIONE
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La cooptazione è un metodo per la scelta dei nuovi membri di un organo collegiale, consistente nella loro elezione da parte dell’organo stesso (o di un collegio ristretto costituito al suo interno).
La cooptazione rientra tra i metodi non democratici, in quanto i cooptati non sono espressione di un gruppo sociale esterno al collegio e quindi rappresentativi dello stesso. Per questo motivo la cooptazione si ritrova spesso in regimi aristocratici od oligarchici, dove rappresenta uno strumento di perpetuazione del ristretto gruppo dominante.
Nei moderni sistemi democratici la cooptazione è stata generalmente abbandonata. Tuttavia trova ancora qualche applicazione in due casi:

• quando si vuole garantire una particolare indipendenza all’organo, che potrebbe essere menomata dalla nomina dei membri da parte di un soggetto esterno; per questo motivo qualche ordinamento prevede forme di cooptazione dei giudici della corte suprema;

• quando si rende necessario ristabilire la pienezza della composizione di un collegio, dopo che alcuni membri sono cessati, se non è possibile o troppo onerosa l’elezione dei sostituti con le modalità ordinarie. In questi casi, di solito, i membri cooptati rimangono in carica solo fino alla scadenza del mandato di coloro che hanno sostitituito; inoltre è talvolta prevista la successiva ratifica della loro elezione da parte dell’organo ordinariamente competente.

La cooptazione è invece ancor oggi utilizzata con una certa frequenza in istituzioni religiose o accademiche e in alcune organizzazioni internazionali, quali il Comitato Internazionale della Croce Rossa e il Comitato Olimpico Internazionale.
Va infine rilevato che in certi casi, pur non essendo prevista dalle norme che disciplinano il collegio, la cooptazione avviene di fatto, grazie al controllo che l’organo ha sul gruppo sociale che lo dovrebbe eleggere. Questo è ciò che avviene talvolta nei partiti ed altre associazioni, che pur apparentemente ordinate secondo il metodo democratico, finiscono per assumere connotati oligarchici. Una cooptazione di fatto si riscontra spesso anche nei consigli di amministrazione delle società per azioni, quando la proprietà delle azioni è così dispersa che nessun azionista o gruppo di azionisti è in grado condizionare l’elezione degli amministratori.