IL MESSAGGERO del 25.04.2008 (pag. 3 naz.)

ROMA – La sfida è sul Campidoglio e l’occasione è troppo favorevole al centrodestra per sprecarla. Silvio Berlusconi sa che la conquista di Roma può assestare un colpo decisivo al centrosinistra e al Pd in particolare. E’ per questo che negli ultimi giorni non si è risparmiato intrecciando comizi ed interviste al lavoro da futuro premier.

I toni della Lega contro “Roma-ladrona” e contro il Sud non rischiano di alimentare la spinta verso meccanismi fiscali meno solidali?

«I romani sono intelligenti. Hanno capito benissimo che quello slogan – che io comunque non ho mai condiviso – non andava contro di loro, né contro la città. Si parlava di “Roma”, per riferirsi alle stanze del potere, a quella “casta” della quale i cittadini non ne possono più. D’altronde, il federalismo fiscale, per il quale la Lega si batte da tempo insieme al Pdl, non ha nessuna valenza anti-romana. Aggiungo che proprio nel “Patto con Roma” si prevede una maggiore tutela dei diritti del contribuente, in quanto allo Statuto comunale sarà aggiunto un titolo specifico dedicato proprio a questo, con l’obbligo di ripristinare un rapporto equo tra pressione fiscale e qualità dei servizi erogati, di tutelare e risarcire i cittadini da disservizi e “cartelle pazze”».

Come prossimo capo del Governo che cosa si impegna a fare per Roma?
Può prendere due impegni concreti?

«Roma è il cuore della cristianità, è il simbolo stesso della cultura e dei valori dell’occidente. Ma oggi Roma è anche una città poco sicura, disordinata con linee metropolitane insufficienti, con servizi sociali carenti e periferie degradate. Le giunte di sinistra in 15 anni hanno fatto poco e male. E gli episodi più recenti di criminalità ne hanno messo a nudo le lacune. Il mio governo interverrà subito, in appoggio al Comune, su due fronti: la sicurezza e il turismo. Nel primo caso, serve un maggiore controllo del territorio per contrastare la criminalità, i furti, i borseggi, la prostituzione, lo spaccio di droga. Per questo potenzieremo la polizia di prossimità, il poliziotto e il carabiniere di quartiere. A Roma ci sono 20 mila immigrati irregolari che hanno commesso dei reati e vanno rispediti a casa: nei loro confronti applicheremo in modo severo la legge Bossi-Fini, che non ammette la presenza di immigrati senza permesso e lavoro regolare. Quanto al turismo, che è fondamentale per l’economia di Roma, attueremo ciò che prevede il nostro programma: la riduzione progressiva e graduale dell’Iva sul turismo. Insieme all’abolizione dell’Ici sulla prima casa e alla detassazione degli straordinari e dei premi aziendali».

Tra i primi provvedimenti del suo governo ci sarà il federalismo. Verrà riconosciuto il ruolo di Roma? In che modo?

«Alla vigilia delle elezioni per il Campidoglio, io ho firmato il “Patto con Roma”, sottoscritto anche da Gianfranco Fini, da Giovanni Alemanno e da Alfredo Antoniozzi. Al primo punto del “Patto con Roma” c’è l’impegno a realizzare una legge nazionale e una riforma costituzionale per la creazione di un “Distretto” che riassuma le competenze di Provincia e Comune con poteri legislativi straordinari. Ciò significa che daremo vita a una nuova istituzione, il “Distretto di Roma Capitale”, che beneficerà della riforma del federalismo fiscale. Roma avrà così lo stesso “status” delle altre grandi capitali nel mondo».
Il problema sicurezza è stato centrale nella campagna elettorale e lei ha promesso interventi immediati. Quali, in concreto?
«L’ho già detto, la sicurezza è per noi al primo posto nella scala delle priorità. Ai provvedimenti dei quali ho parlato poco fa, devo aggiungere la questione sempre più grave degli immigrati dalla Romania, che dal primo gennaio 2007 possono entrare in Italia liberamente in quanto cittadini comunitari. Noi sappiamo che molti di questi cittadini rumeni sono persone perbene, che lavorano con permessi regolari. Ma con loro sono arrivati a migliaia anche degli sbandati, dei delinquenti che non accettano le nostre leggi. Dobbiamo opporre un filtro a questi ingressi. Il governo Prodi poteva farlo, negoziando con la Ue le stesse norme che hanno consentito ad altri Paesi europei di controllare e limitare gli ingressi dei rumeni. Ma non lo ha fatto. Ora dovremo farlo noi: ne parleremo in sede Ue per trovare le soluzioni più efficaci.
Che cosa pensa della proposta di Gianni Alemanno di nominare un commissario speciale per la sicurezza che includa in sé sia i poteri governativi che quelli degli enti locali?
«Penso che i giornali abbiano travisato il suo pensiero, in quanto una figura con poteri simili non esiste nel nostro ordinamento. Nel “Patto con Roma” è indicata con chiarezza la strada che Alemanno seguirà quando sarà sindaco. Per prima cosa nominerà una Commissione di saggi “super partes”, comprendente anche esponenti dell’opposizione, che avrà il compito di monitorare le “criticità” del sistema Roma e avanzare proposte concrete alla Giunta e al Consiglio comunale».

E del braccialetto elettronico per le donne proposto da Francesco Rutelli?

«Una boutade infelice. Il braccialetto elettronico lo si usa per controllare i condannati, non le vittime. A questo proposito, voglio aggiungere che spero di non dover collaborare con chi, qualche anno fa, si è augurato di vedere Craxi consumare il rancio in galera. Cose simili non si augurano neppure al peggiore nemico e sono indicative di una visione cinica e spietata della politica che non mi appartiene».

Condivide l’idea di affidare a ronde il controllo del territorio?

«No. Il controllo del territorio è un compito dello Stato. Noi introdurremo in tutti i capoluoghi di provincia l’istituto del “difensore” di quartiere, cioè dei carabinieri e dei poliziotti di quartiere che, dove presenti, hanno prodotto una diminuzione del cosiddetti reati di strada superiore al 30%».
E’ possibile una nuova legge ad hoc per “Roma-capitale”, con relativi finanziamenti senza che la Lega faccia le barricate?
«Il nostro precedente governo, che comprendeva la Lega, è quello che ha finanziato all’82 per cento la linea C della metropolitana di Roma, linea sulla quale Rutelli e Veltroni facevano da anni solo una politica di annunci. Noi abbiamo mostrato i fatti. E la Lega era al nostro fianco, ha votato a favore di una grande infrastruttura necessaria come il pane, visto che a Roma ci sono appena 36,6 chilometri di metropolitana contro i 229 di Madrid».

La accusano di aver fatto scappare Air France e di voler favorire Malpensa. Come pensate di garantire la centralità dell’aeroporto di Fiumicino?

«E’ un problema che non esiste. Chi ha messo in questi anni Roma contro Milano e viceversa ha fatto solo il male delle due città e dell’Italia. Mi sono impegnato di persona a salvare la nostra compagnia di bandiera. Sarà un’impresa ardua, che richiederà sacrifici: sarebbe ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo. Il mercato italiano del trasporto aereo è potenzialmente fra i più ricchi del mondo. Non c’è alcuna ragione perché il trasporto aereo in Italia non debba essere redditizio come negli altri paesi, né perché l’Italia non possa avere due grandi aeroporti, Fiumicino e Malpensa. Esattamente come la Germania dispone di Francoforte e Monaco».
I monumenti e le aree più pregiate della Città Eterna sono assediati dalle bancarelle e camion bar di venditori ambulanti sia abusivi che regolari. Può prendere l’impegno che sarà garantito il rispetto e la valorizzazione dei tesori di Roma?
«Il commercio abusivo è figlio dell’immigrazione clandestina e del racket. Danneggia i commercianti regolari, così come danneggia i contribuenti onesti. In nessuna capitale europea c’è un suk a cielo aperto di commercianti abusivi che espongono impunemente merce contraffatta come a Roma. Dovremo ripristinare il rispetto delle leggi, siamo stati eletti per questo. Dobbiamo tutelare commercianti e tassisti dagli abusivi, chi paga le tasse e rispetta le leggi da evasori e prepotenti».

L’emergenza rifiuti della Campania è un importante campanello d’allarme anche per altre regioni. A Roma, quali provvedimenti pensate di prendere?

«Nel settore dei rifiuti urbani, Roma è a un passo dalla crisi. Mancano i termovalorizzatori, bloccati come al solito dai contrasti in seno alla sinistra. E manca la raccolta differenziata, ferma al 15 per cento. Se rivincesse la sinistra, manterrebbe al governo di Roma e della sua Provincia la sinistra radicale, i verdi ideologizzati, insomma tutti gli esponenti di quella “cultura del no” che già in altre regioni come la Campania hanno bloccato ogni soluzione, fino a determinare il disastro che è sotto gli occhi di tutti».

A Roma trovare un taxi libero è ancora un’impresa e voi avete preso le parti proprio dei tassisti. Non è una contraddizione per una forza di governo che si propone di essere liberale?

«Quando giro per Roma, per la verità, vedo molti taxi in fila ai parcheggi. Se sono fermi, vuol dire che lavorano poco. E questo mi sembra confermato anche dai redditi annui dei tassisti resi noti dal fisco, redditi tutt’altro che ricchi. Semmai il problema è in alcuni punti della città: per esempio, per chi arriva alla stazione Termini, è spesso difficile trovare un numero adeguato di taxi. E’ evidente che c’è qualcosa che non funziona nell’organizzazione della presenza sul territorio del servizio. Ma questo richiede un impegno diverso da parte del Comune, e più attenzione a una categoria di lavoratori che merita rispetto. Le liberalizzazioni sono tutt’altra questione».

Perchè sostiene che in Campidoglio è ora di “una scopa nuova” ed invece al governo confermerà molti ex ministri?

«Wait and see. Il vostro è un giudizio impaziente. A tempo debito, quando il presidente Napolitano mi avrà dato l’incarico di formare il governo, avrete delle sorprese. Inoltre, ho detto che per il governo vanno premiati l’esperienza e il buon lavoro svolto, non è certo questo il caso di Rutelli».

Alemanno non ha fatto apparentamenti al secondo turno né con “La Destra”, né con i centristi. Questo preclude a future intese?

«Alemanno ha fatto la scelta giusta, privilegiando la coerenza e l’operatività, e rinunciando a mettere insieme posizioni contraddittorie. Al contrario Rutelli non ha alcun imbarazzo a collaborare con la sinistra più estrema, con gli anticlericali più arrabbiati, con chi ha impedito al Papa di parlare alla Sapienza».

L’eventuale sconfitta di Rutelli può ridimensionare la leadership di Veltroni?

«La leadership di Veltroni è stata ridimensionata dagli elettori il 13 aprile. Ora, da Roma ci aspettiamo un risultato coerente con la svolta che gli italiani hanno deciso per il paese».
E l’eventuale sconfitta di Alemanno produrrà effetti sul governo?
«Alemanno sarà il prossimo sindaco di Roma».