I CUSTODI DI ROMA


Insieme rappresentano un vero e proprio esercito. Come elmo portano una luce intermittente che gestisce la loro disponibilità, come scudo una dimestichezza senza eguali che gli permette di aprirsi i varchi più impossibili nel traffico di Roma e come arma protesa, l’alta velocità con cui si muovono. Sono i Taxi pubblici della città che con le loro armature bianche sfrecciano veloci in ogni vicolo di Roma. Basta fermarsi in uno degli snodi centrali della capitale, per rimanere affascinati nel vederli a frotte invadere la città e diramarsi in ogni dove. Roma, l’immenso corpo umano dei romani è alimentato fortemente da queste “particelle” bianche che ne rappresentano la linfa vitale. Come eroi epici possiedono i nomi più fantasiosi e bizzarri… che vanno dalle costellazioni celesti alle città terrestri, e i numeri che li affiancano sembrano essere i numeri dei loro trofei vinti sul campo di battaglia. Qualcuno direbbe anche dei caduti sotto le loro ruote…(pertanto attenti a chi li ha alti 53, 58 ecc. perché sono esperti in materia, ma attenti pure a chi li ha bassi, 3, 15 ecc. perché sono i più zelanti che vogliono eguagliare i maestri…). Nonostante siano amati e odiati al contempo sono e rimangono i veri custodi della città. Non a caso il grande Albertone nazionale dedicò alla categoria uno dei suoi film più>; straordinari “Il tassinaro” (1983) un film diventato cult. Spesso vengono additati come persone disoneste che tendono ad approfittarsi dei clienti barando sulle tariffe standard del trasporto, o che sono dei veri pirati della strada che infastidiscono la guida altrui mettendo in pericolo sia i clienti che trasportano sia gli altri guidatori. Ovviamente in ogni categoria c’è sempre la mela marcia che la compromette ma per un frutto marcio ce ne sono tanti altri buoni e genuini che la rafforzano. Uomini e donne che si guadagnano da vivere onestamente per se e le loro famiglie. Checchè se ne dica, sta di fatto che se non esistessero sentiremmo la loro mancanza fortemente. Basta pensare ai loro trasporti notturni (ma non solo) che puntuali si presentano dopo una prenotazione telefonica e ti permettono di arrivare a destinazione in breve tempo. Quando passo vicino alle loro stazioni spesso mi soffermo a riflettere sul loro lavoro. Stressante e duro senza dubbio. Immersi nel traffico caotico ogni giorno per diverse ore al giorno, a contatto con persone di ogni tipo e con i caratteri più impossibili, si trasformano in spugne umane che assorbono assieme allo smog le storie dei tanti che incontrano compresi i loro nervosismi e le loro confessioni. Senza pensare poi ai momenti di magra, quando fermi in attesa del loro turno e del cliente, attendono in compagnia dei loro pensieri, problemi e ansie. Alcuni li vedo con lo sguardo perso nel vuoto in ascolto di musica e radio, altri intenti a leggere giornali e libri. Alcune auto sono delle biblioteche mobili dove pile di libri e giornali stazionano sui loro cruscotti. Non appena però un cliente li contatta, accantonano ogni pensiero, con cortesia lo lasciano salire spengono la luce premono l’acceleratore e via….di corsa verso una nuova meta.  Ogni volta che mi tagliano la strada li maledico con il cuore, ma in realtà li ammiro e li rispetto. Un’ammirazione profonda legata al fatto che loro ogni giorno realizzano un mio sogno nascosto: ossia quello di conoscere la mia città a menadito, ogni strada e vicolo di ogni quartiere, a occhi chiusi. Dilwica