GOLPE AL SENATO, SULLE LICENZE SINISTRA SPACCATA

Niente è più facilmente negato che la parola data…
Forse non sarebbe necessario scomodare Hobbes e il suo Leviatano per enumerare quante volte e con quale facilità i patti vengano violati dal palazzo.
Ma per i tassisti che oggi scopriranno di essere stati raggirati, una buona dose di filosofia sarà utile per rifuggire la tentazione di scendere, con eccessiva foga, in piazza.
Si. Perché ieri l’articolo alla Legge Bersani nel quale era sfociata la faticosa mediazione tra tassisti e governo in tema di liberalizzazioni di trasporti pubblici, è stato colpito e affondato in Senato da una raffica di emendamenti di senatori della maggioranza.
Da un lato quelli degli ulivisti Willer Bordon e Natale Maria Alfonso D’Amico; dall’altro quelli di 11 senatori dei Verdi e dei Comunisti Italiani.
Per tutti una sola parola d’ordine: cancellare l’articolo 14 della legge sulle liberalizzazioni e per quanto riguarda il servizio di auto pubbliche e noleggio con autista, tornare alla versione originaria; per capirsi, quella che colpiva a morte le categorie esistenti, estendendo le licenze, ma specialmente creando le premesse per l’ingresso in forze di un soggetto terzo ( le Coop?? ).
Il 31 Maggio scorso, quell’articolo 14 era stato approvato con 445 voti a favore su 448 votanti alla Camera e sembrava quindi assolutamente blindato.
Ma il tradizionale “rien ne va plus” e quel che segue non funziona: i giochi non sono fatti e al senato si torna indietro, con buona pace dei tassisti che erano scesi in piazza con una adesione pressoché totale prima l’8 Maggio e quindi il successivo 31 Maggio.
Solo l’accordo negoziato con il relatore Lugli e il sottosegretario Bubbico aveva sbloccato uno scontro frontale che minacciava di farsi particolarmente aspro; quell’intesa prevedeva che il mercato non fosse aperto al cosiddetto soggetto terzo, ma che i tassisti e i noleggiatori potessero e dovessero impegnarsi anche nei cosiddetti servizi innovativi, come il trasporto di particolari categorie di utenti.
Ora una “particolare categoria di lavoratori” tornano invece ad essere proprio i tassisti. E chi ricorda le immagini delle manifestazioni dell’8 Maggio in tutte le principali città, quindi quelle relative alla concentrazione romana, immediatamente precedente il raggiungimento dell’accordo con governo, non può certo pensare certo che la sorpresa di Palazzo Madama passi inosservata anche indipendentemente dall’incidenza effettiva che gli emendamenti presentati ieri (da senatori della maggioranza di governo) avranno sull’iter del provvedimento.
B.DAR.