DA “LIBERO” DI SABATO 1° DICEMBRE

Walter fa il duro «Se non lavorate mille licenze in più» di FRANCESCO DI
MAJO
 «Altro che 500 licenze. Se non avessimo tolto i blocchi Veltroni ci ha
detto che ne avrebbe emesse 1.000». Questo il racconto di Loreno Bittarelli,
leader dell’Uritaxi, all’indomani dell’incontro in Campidoglio, nel quale il
sindaco ha posto i suoi aut aut nella trattativa con la categoria. Non solo.
IL RETROSCENA Secondo indiscrezioni, sembra che l’incontro della sera di
giovedì sarebbe stato reso possibile grazie all’intercessione del ministro
dell’Interno, Giuliano Amato. Il sindaco Veltroni, piuttosto indispettito
dalla eccessiva morigerazione e disponibilità dimostrata dal prefetto Carlo
Mosca nel parlare con i falchi delle auto bianche, non lo avrebbe voluto
incontrare. La chiara volontà di non riaprire la trattativa con i tassisti
implicava il rischio di trasformare una protesta tutto sommato pacifica e
senza scontri, in un vero e proprio problema di ordine pubblico. “Imbeccato”
dal ministro di Prodi, il sindaco-segretario avrebbe infine ceduto a
incontrare Mosca e i sindacati. In effetti non si capisce perché gran parte
dello schieramento di forze dell’ordine fosse appostato sotto il
Campidoglio, a via di San Pietro in carcere, mentre sulla piazza del
Marc’Aurelio, dove c’era il concentramento più intenso di tassisti, erano
solo 7 i poliziotti posti a difesa dell’ingresso capitolino. Un retroscena
verosimile, soprattutto a giudicare dal racconto di Bittarelli sul
trattamento riservato ai sindacalisti che si sono trovati davanti un sindaco
furente che li ha salutati con la minaccia delle 1.000 licenze. SINDACATI
DIVISI «L’atteggiamento dell’Ugl e le parole di Renata Polverini», ha
aggiunto Bittarelli, «hanno tutto il sapore di un inciucio politico fra
sindaco e sindacati. Noi non vogliamo le 500 licenze». L’Uri taxi, che conta
circa 2.000 iscritti su Roma, non cede e fa sapere che, qualora non si
potesse ottenere il blocco della concessione di altre licenze, la
controproposta sarà basata sul recupero in tariffa della perdita di valore
della licenza stessa. Nei primi giorni della prossima settimana saranno
approntate 3 o 4 nuove proposte da presentare all’as semblea di tutti i
tassisti e quella che riceverà il maggior numero di consensi sarà portata al
tavolo della trattativa. «Il popolo tassista spera in lotte di categoria
serie e non si fida più dei sindacati», ha dichiarato Giuliano Falcioni
della Ciisa, aggiungendo che «manca chiarezza sul perché delle nuove
licenze, forse devono andare a coprire tutti i ricorsi che sono già stati
presentati. Seconde me sono più dei 250 che dichiara il Campidoglio», ha
concluso, «e ieri la categoria è stata difesa fino in fondo solo da
Bittarelli». LA CATEGORIA I tassisti sono sempre più insoddisfatti,
soprattutto dal modo in cui i sindacati hanno portato avanti la trattativa.
«Se il risultato è stato questo, perché si sono alzati dal tavolo due
settimane fa? Ci sentiamo presi in giro». Questa l’idea di buona parte della
base all’indo mani dell’ennesimo rimando di una firma definitiva su tariffe
e licenze. Gli animi dei tassisti romani sono stati messi a dura prova e
tutta la fatica fatta per riunirsi sotto il Comune in assemblee e presidi
spontanei ha tutto il sapore di essere stata vana. Così non è in verità.
Dopo la sferzata lanciata contro l’ammi nistrazione, il sindaco e la giunta
dovranno tenere conto di una categoria troppo spesso messa da parte e non
tutelata come il resto dei dipendenti del trasporto pubblico locale. I
tassisti non hanno tutti i privilegi di cui godono i conducenti dell’Atac o
di Trambus e non vedono un adeguamento delle tariffe da 7 anni. Nessuno si
aspetta grandi vittorie, la maggior parte dei conducenti rimane coi piedi
per terra e, abbandonato il sogno della non emissione delle licenze, spera
cha almeno le tariffe siano adeguate all’innalza mento dei prezzi al
consumo. Alcuni si chiedono perché al sindaco non sia stato chiesto di
inserire, nell’elenco delle cose da fare, anche l’estromissione dal servizio
delle auto Ncc non romane. A ben ricordare, sul tavolo degli imputati sono
da sempre anche i 5.000 noleggiatori con conducente non di Roma che, a detta
dei tassisti, rubano letteralmente il lavoro ai tassinari romani, facendo
aumentare l’offerta di autoveicoli, con la conseguente diminuzione delle
corse appannaggio di chi è in possesso di una valida licenza rilasciata dal
Comune di Roma. Prima che sia stabilita la data del prossimo incontro
capitolino con Veltroni e l’assessore alla Mobilità Mauro Calamante, è da
notare come il servizio taxi sia rientrato nella normalità, in città e negli
scali aeroportuali e ferroviari. .DOPO I TAXI FERMI PURE I FURGONI Dopo lo
stop dei taxi, mercoledì e giovedì, ieri è stata la giornata dello sciopero
generale del trasporto pubblico. Le auto bianche hanno ripreso il servizio
ma a Circo Massimo non era possibile circolare a causa del presidio degli
ambulanti che protestano contro lo “sfratto” imposto dall’amministrazione.