DA “LA REPUBBLICA” LICENZE TAXI 85 VERSO IL PROCESSO

Licenze, 85 tassisti verso il processo
Il pm Carlo Lasperanza chiude l´inchiesta sui conducenti delle auto bianche.
Tra i reati anche il concorso in abuso di ufficio
I permessi erano stati rilasciati in base a false autocertificazioni

La procura ha chiuso ieri le indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio degli 85 tassisti che guidavano le auto bianche con licenze che non avrebbero mai potuto ottenere. Sono accusati di concorso in abuso d´ufficio con pubblici ufficiali «rimasti ignoti», falso ideologico per induzione e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Una trentina di loro colleghi, difesi dall´avvocato Giacomo Marini, ha invece scelto di patteggiare la pena davanti al gup Andrea Vardaro, evitando il processo con una multa di duemila euro.
Lo scandalo delle licenze facili esplose all´indomani dell´arresto di Alessandro Migliazza, il tassista che uccise con un pugno al volto il noleggiatore Pasquale Leonardo. Emerse che 112 tassisti avevano ottenuto l´abilitazione pur non avendone i requisiti morali, essendo già stati condannati. Uno di quei 112 tassisti era proprio Migliazza, oggi in carcere con l´accusa di omicidio volontario. Per lui – difeso dall´avvocato Antonio Buttazzo – il pm Stefano Pesci attende il risultato di una perizia suppletiva per verificare se la morte del noleggiatore, avvenuta il 20 dicembre dopo due settimane di agonia, fosse diretta o indiretta conseguenza del pungo ricevuto. Potrebbe dipenderne l´eventuale addolcimento dell´imputazione a omicidio preterintenzionale.
Intanto il caso scoperchiato dal pm Carlo Lasperanza – quella messe di licenze ottenute da pregiudicati «in concorso con ignoti pubblici ufficiali della Camera di commercio preposti al controllo dei requisiti» – in attesa del dibattimento apre un pesante contenzioso sulla titolarità delle licenze sequestrate. Avendone attestato la falsità, il gup che ha accolto il patteggiamento di una minoranza degli indagati trasmetterà la sentenza al Campidoglio perché agisca in conseguenza. Il punto è questo: a chi andranno le 112 licenze sequestrate perché ottenute con false autocertificazioni?
I tassisti indagati hanno già fatto ricorso al Tar, che s´è dichiarato incompetente rinviandoli al tribunale del lavoro. Quest´ultimo deve ancora pronunciarsi, ma ieri mattina altri conducenti hanno chiesto il dissequestro della licenza al gip Marina Finiti, la quale si è riservata di decidere. Nel frattempo, l´assessorato comunale alla Mobilità – che aveva sospeso dal servizio i tassisti implicati – ha pronto un regolamento che impedirà di guidare un mezzo pubblico ai conducenti con passato violento. Per renderlo vigente attende di calibrarlo alla modifica della legge regionale varata martedì dalla giunta, che distingue le posizioni di chi ha avuto precedenti per reati lievi. Per gli altri, spiega l´assessorato, potrebbe scattare la linea dura con «la cancellazione del tassista e il trasferimento della licenza al primo in graduatoria»; o quella morbida con la concessione di «un tempo sufficiente per trasferire la licenza a un familiare o per cederla sul mercato». Ma quest´ultima strada, che alcuni tassisti stanno anticipando, rischia di generare un nuovo reato: la vendita di una licenza ottenuta illecitamente.