CRISI, SINDACATI TAXI-NCC: AUTISTA SPACCIA PER RIPARARE AUTO, SI TOCCA FONDO

(ncc-fcoOMNIROMA) Roma, 22 AGO – «Apprendiamo da un noto quotidiano la notizia dell’arresto operato dai carabinieri, di un operatore di noleggio con conducente costretto ad improvvisarsi pusher per poter ottenere denaro per riparare il proprio veicolo guasto». Così in un comunicato le strutture sindacali Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ati taxi, Usb settore taxi, Associazione Tutela Legale Taxi e Anar – autonoleggiatori romani. «Questa paradossale storia evidenzia in modo netto come la sostanziale deregolamentazione del settore del trasporto pubblico non di linea, dovuta ad una totale carenza di controlli, abbia prodotto un generale impoverimento degli operatori spingendoli spesso sulla soglia della sopravvivenza. A trarre vantaggio da questa situazione – prosegue la nota – sono stati spesso molti sindaci, vigili urbani e funzionari di piccoli comuni che hanno rilasciato migliaia di concessioni NCC in cambio di denaro ed oggi sono in parte indagati per associazione a delinquere, poche persone che hanno fatto incetta di queste autorizzazione e diversi portieri di alberghi romani che vedono le loro royalties, superare abbondantemente il guadagno dello stesso autista, spesso precario se addirittura non regolarizzato. Chi subisce da troppi anni i danni derivanti da questa situazione, come dimostrato dall’odierno episodio, sono purtroppo i tassisti ed i noleggiatori romani, costretti a misurarsi con un mercato in mano all’illegalità. Chi ha invece sulle proprie spalle il peso di una enorme responsabilità per quanto avvenuto, sono direttamente il comune di Roma ed i vertici della polizia municipale e del GPIT che per anni hanno ignorato le nostre denunce, sottovalutando lo scempio che si è consumato in questo settore e contribuendo così, indirettamente, a sottrarre risorse ai naturali operatori del comparto oramai devastato dagli irregolari, che trovano terreno fertile su un territorio in cui la sua amministrazione – conclude la nota – si è rassegnata all’idea della sua stessa incapacità di intervento, rinunciando di fatto alla propria funzione di regolamentare e controllare il settore del trasporto pubblico non di linea».