COMUNICATO ANSA

TAXI: NO A LIBERALIZZAZIONI, SCIOPERO IN TUTTA ITALIA
ROMA – Un corteo a Roma, disagi in tutte le principali città, pochissimi i taxi ai parcheggi degli aeroporti: per gli organizzatori è stata altissima l’adesione allo sciopero dei tassisti. Lo scontro è ancora sulle liberalizzazioni. Ma non manca qualche voce contraria: la categoria è divisa, tra la linea dura e chi preferisce puntare sul dialogo con il governo, e le sigle che non hanno aderito allo stop parlano di sciopero fallito. In serata, intanto, una delegazione è stata ricevuta a Palazzo Chigi. “Registriamo un clima leggermente più positivo e una disponibilità ad ascoltare le nostre richieste – ha fatto sapere al termine Loreno Bittarelli, presidente dell’Uri-Taxi -. Ma per ora manteniamo lo stato di agitazione”.

Nel mirino c’é l’articolo del disegno di legge sulle liberalizzazioni che prevede la diffusione di servizi a uso multiplo, di mezzi di trasporto ecologico e per categorie disagiate con il rilascio di nuove licenze. I tassisti ne vorrebbero lo stralcio. Il ministro Pier Luigi Bersani difende l’impianto della riforma, ma apre spazi al dialogo: “Mi spiace di questa protesta – commenta -, anche perché sono convinto che ci sia qualche elemento di equivoco. Esaminando il testo in Parlamento qualche fraintendimento può essere chiarito”. La riforma delineata dal disegno di legge sulle liberalizzazione non può essere stravolta, puntualizza il ministro dello Sviluppo economico, ma eventuali correzioni nel corso dell’iter parlamentare “possono arricchire il quadro”.

Tenta di far chiarezza anche il vicepremier Francesco Rutelli: con le nuove norme, dice, “non si toccano i taxi, si introducono nuove opportunità“, devono nascere “imprese che diano servizi con flessibilità a seconda delle necessità“. Rutelli risponde così alle preoccupazioni dei tassisti, che chiedono lo stralcio di una norma che potrebbe portare a “destrutturare il settore”, dicono, introducendo licenze ed autorizzazioni senza limitazioni per “nuovi servizi di mobilità alternativa”. Una richiesta che hanno ribadito incontrando il relatore alla Camera, il parlamentare dell’Ulivo Andrea Lulli che, dal canto suo, si è dichiarato disponibile a “rimodellare” il testo “coinvolgendo i lavoratori e rispondendo nel contempo alle esigenze di mercato”. Sul fronte del dibattito politico, da registrare la “sfida” di An che ha presentato un pacchetto di duecento emendamenti su tutto il più ampio ambito di applicazione del Ddl.

Per le sigle che aderiscono al “Coordinamento Italiano Taxi”, che ha indetto lo sciopero (Ugl, UriTaxi, Unci, Ciisa, Ait, Fast, Confsal, Fast Taxitalia, Cisal), la partecipazione è stata “massiccia”, del 100% a Roma, del 96% a Milano, con 25mila taxi fermi su 40mila. I sindacati ora si aspettano risposte e minacciano nuove proteste, con uno “sciopero ad oltranza”, dice l’Ugl, e “tutti i tassisti d’Italia” a manifestare a Roma. Non la pensano così i tassisti che aderiscono al coordinamento UnaTaxi (Confartigianato Taxi, Casartigiani Taxi, Claai Taxi, Ancst-Legacoop, Federlavoro-Cci, Unica-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti), che non hanno aderito suggerendo “la linea del dialogo”, e parlano di “scarsissima adesione”, di “sciopero fallito”. Critiche le associazioni di consumatori. “Protesta assurda e ingiustificata”, dice il Codacons, che ha invitato le forze dell’ordine “a denunciare i tassisti per blocco stradale”. Per Adusbef e Federconsumatori “sarebbe stato più giusto che lo sciopero l’avessero organizzato i cittadini. Quei cittadini infuriati per la mancata attuazione delle misure a garanzia del miglioramento del servizio”.