Anche gli Ncc delle altre città al tavolo delle trattative

Anche gli Ncc con licenza non di Roma si siederanno al tavolo dell’assessorato capitolino alla Mobilità. L’assessore Guido Improta, infatti, si è reso «disponibile a rivedere la delibera comunale»…Anche gli Ncc con licenza non di Roma si siederanno al tavolo dell’assessorato capitolino alla Mobilità. L’assessore Guido Improta, infatti, si è reso «disponibile a rivedere la delibera comunale» che il coordinamento della Cna Ncc definisce «contenente norme restrittive per la categoria». L’apertura è arrivata ieri durante un’incontro fra l’assessore e i noleggiatori, arrivato dopo una protesta inscenata dagli operatori sotto la sede dell’assessorato, in via Capitan Bavastro. Improta, infatti, vorrebbe imporre una serie di restrizioni a chi lavora su Roma ma possiede licenze extracomunali o addirittura extraregionali. Ora bisogna capire se le reali intenzioni del titolare alla Mobilità sono quelle di alleggerire le nuove norme o magari si è trattato solo di un modo per prendere tempo e posporre la protesta. «La legge quadro – sostiene Fabio, noleggiatore romano che lavora in maniera fissa nella Capitale pur avendo preso licenza a Venezia – mi impone sì di partire su prenotazione dall’autorimessa, ma mi consente di considerare tale anche la mia residenza, o addirittura il domicilio. Io parto regolarmente da casa, ricevo decine di controlli ma nessuno può dirmi niente. Non capisco perché ora il Comune voglia discriminarmi». Inferociti, invece, tassisti e noleggiatori «romani doc», per una volta dalla stessa parte. «La manifestazione era fuori luogo – sostiene Angelo Mele, vicepresidente di Assodemoscoop – in quanto questti operatori avrebbero dovuto manifestare nel comune dove è stata rilasciata la licenza. Inoltre non possono indurre il Comune di Roma a non applicare la legge vigente. Invitiamo sindaco e assessore a continuare sulla strada delle regole e della legalità». Arrabbiatissimi i sindacati dei tassisti: «Dopo aver drogato il settore del trasporto pubblico non di linea – affermano – è paradossale che questi signori, in nome di una presunta libertà di mercato confutata anche dalla recente sentenza della corte di giustizia Europea, possano avere l’arroganza di organizzare una manifestazione per chiedere di scrivere e decidere con quali regole agire».

 

fonte il tempo