AGENZIA DI STAMPA del 15/03/07 TAXI, SCONTRO SULLE TARIFFE (E SUGLI AUMENTI)

Roma – Guerra di cifre sul costo dei taxi romani. Stando ai dati diffusi ieri dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici del Comune di Roma prendere un taxi nella capitale è più conveniente che a Genova o a Milano. Per un percorso di cinque chilometri con cinque minuti di attesa nel traffico a Roma si spendono in media 7,83 euro, cifra che fa del servizio capitolino uno dei più convenienti fra le città italiane. La conclusione dell’Authority stride però con un’altra indagine, quella realizzata da Altroconsumo nelle settimane scorse. Secondo i dati diffusi allora dall’associazione dei consumatori le auto bianche della Città eterna risultavano, all’opposto, fra le più care dello stivale con una spesa media durante la settimana di 9,39 euro a fronte dei 7,60 di Napoli e degli 8,56 di Milano. Entrambe le statistiche rischiano comunque di essere superate nel giro di poco tempo con l’arrivo di nuovi salassi per i clienti. Se infatti il prossimo 22 marzo le sigle sindacali incontreranno l’assessore comunale alla Mobilità, Mauro Calamante, per discutere con lui di corsie preferenziali, quanto prima i tassisti romani metteranno sul tavolo anche la richiesta di adeguare le tariffe che sono ferme dal 2001. L’orientamento del Campidoglio sembra quello di concedere un aumento del 12-13 per cento. Ma su questa cifra c’è già chi non è d’accordo come il presidente di Uritaxi, Loreno Bittarelli. “Non si può parlare di un aumento, ma di un adeguamento per tariffe ferme ormai da sei anni – spiega al VELINO -. Per questo crediamo si debba tener conto del coefficiente Istat che riguarda il settore dei trasporti. Per quanto riguarda i taxi, l’adeguamento si dovrebbe attestare intorno al 24 per cento”.

La percentuale viene confermata dal presidente dell’Associazione italiana tassisti. “Fatti i dovuti calcoli – ragiona Carlo Bologna – l’aumento della tariffa urbana si dovrebbe aggirare intorno al 20 per cento”. In attesa di nuovi rincari per chi viaggia all’interno della città, c’è già chi, con l’introduzione della tariffa fissa di 40 euro da e per l’aeroporto di Fiumicino ha perso anziché guadagnare. “Prima – conferma Bologna – se non si trovava traffico il viaggio costava 35, 36 euro. È anche vero, però, che con le strade congestionate si poteva spendere molto di più”. Analisi condivisa da Bittarelli. “Premesso che siamo a favore di misure che garantiscano la massima trasparenza – commenta il presidente dell’Uri – non è giusto che chi prende il taxi per l’aeroporto alla Piramide paghi la stessa cifra di chi per esempio lo prende a Porta Pia. Nel primo caso si spendevano 34 euro, nel secondo magari 42. Non mi pare che in questo modo si sia fatto un favore ai cittadini, anzi. Piuttosto – continua Bittarelli – sarebbe più ragionevole tener conto esclusivamente del tassametro, eliminando qualunque genere di supplemento come il notturno o la tariffa urbana ed extraurbana che – conclude -, servono solo a confondere i clienti, specie quelli che arrivano da altre città o dall’estero”.